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Parlare di se stessi dopo mezzo secolo di vita è difficile, l’opportunità che mi è stata data voglio sfruttarla ma serve più a me, per raccontarmi e confessarmi.”Voce di donna”,è finalmente una rubrica che non vuole parlare di cucina, di bellezza, di saper vivere, vuole raccontare la donna, la donna di oggi e di ieri.
Nascere “illegittima” negli anni 50, era uno scandalo, una vergogna.Formare la mia personalità di “bastarda”, ha avuto nella mia crescita un peso enorme.Vivere l’infanzia, con dei nonni anziani in un piccolissimo paese, essere per tutti “la figlia della colpa”, è stato un trauma enorme che ancora oggi porto dentro.Mi sono sempre sentita una figlia falsa e falso era ciò che raccontavo di mio padre che non ho mai conosciuto.Ho passato la vita a nascondere, a non dire, anche se la verità sulla mia nascita l’ho saputa prima del mio matrimonio.Non ho mai chiesto spiegazioni e non mi sono mai state date, percepivo e sentivo ciò che pensavano e dicevano di mia madre e di me, anche in famiglia.Mio padre è rimasto vittima di un incidente stradale ed è morto 3 mesi prima della mia nascita.Quando sono nata, mia madre aveva circa 34 anni e non era una bambina.Si è sacrificata in tutto e per tutto per me, ha lavorato senza tregua e mi ha dato una vita dignitosa.Difendermi dalla “bastarda”, ha rafforzato il mio carattere, ma ancora oggi a 50 anni, soffro portando un cognome che non sento mio.Sono stata una figlia amorevole, premurosa ma è stato facile perchè mia madre è stata ed è eccezionale, il nostro è un amore immenso.
I valori che mi ha dato fanno parte di me ed io li ho trasmessi ai miei splendidi figli.Sono ancora figlia ma sono anche mamma e nonna, ho tanto amore da dare e lo do a chi mi ama e a chi mi ignora.Assaporo tutto ciò che la vita mi offre anche se ho avuto momenti bui ho ritrovato immediatamente la luce.Cerco però, ancora di capire, se in tutta la mia vita, mi è mancato più un padre o un cognome, forse devo ancora crescere, sono rimasta in quel piccolo paese del frusinate.
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