Donne nel mondo - Voci di donne Mentana

MALTRATTAMENTI

 

LEGGE 4 aprile 2001, n. 154

Il fenomeno della violenza tra le mura domestiche è, purtroppo, assai frequente. Di fronte a queste situazioni puoi denunciare tuo marito o il tuo convivente. Se gli episodi di violenza sono isolati e non ripetuti puoi presentare querela nei suoi confronti, entro tre mesi dal giorno dalla violenza, e solo grazie a questo tuo atto si apre un procedimento penale a carico del tuo aggressore. Se, invece, le aggressioni sono molteplici e continuate, situazione in cui si può parlare di maltrattamenti, è sufficiente che tu presenti una denuncia alla Polizia giudiziaria o ai Carabinieri ed il procedimento inizierà anche a prescindere dalla tua volontà di punire il tuo aggressore, quindi non potrai più, nel caso in cui ti riconciliassi con lui, evitare che venga punito. Ricordati che per maltrattamenti la legge intende non solo quelli fisici (percosse, lesioni) ma anche quelli morali e psicologici, ovvero tutti i casi in cui tuo marito o il tuo convivente, sistematicamente, ti insulta o commette atti lesivi della tua reputazione, atti di disprezzo e di umiliazione o scherno. Tieni presente che la denuncia la puoi fare non solo se le aggressioni sono fatte nei tuoi confronti ma anche verso i tuoi figli o un altro membro della famiglia con cui convivi. Ricordati che puoi denunciare tuo marito o il tuo convivente anche per il fatto che costringe te o un altro membro della famiglia, con la violenza o con la minaccia anche non esplicita, a fare o a non fare qualche cosa (es. non può esserti impedito di uscire, o obbligarti a farlo, non può esserti impedito di usare il telefono ecc.). E’ molto importante che a fronte degli episodi di maltrattamento tu ti rechi prima possibile da un medico di fiducia o in ospedale affinché venga certificato il tuo stato di salute e le eventuali lesioni sia fisiche che psicologiche. Fallo anche se non presenti segni visibili di violenza, l’importante è che il medico rilevi anche il tuo stato di agitazione e paura. I certificati ti serviranno per ottenere un risarcimento dei danni nei tuoi confronti e per avvalorare la tua parola. I casi di maltrattamenti vengono fronteggiati o con l’arresto a seguito della denuncia/querela penale o con la presentazione di un ricorso per separazione se sei sposata, entrambe le opportunità, purtroppo, aprono procedimenti spesso lunghi, che non offrono un immediata tutela per la donna maltrattata. Recentemente è entrata in vigore una legge che prevede l’allontanamento dalla casa familiare di mariti violenti per effetto di una decisione rapida del giudice. La previsione è estesa anche ai conviventi o ad altro componente il nucleo familiare che tenga un comportamento manesco (es. anche un figlio). Chi subirà la misura dovrà lasciare immediatamente la casa e potrà farvi ritorno solo con autorizzazione espressa del giudice. Con lo stesso provvedimento il giudice potrà decidere di vietare all’imputato di avvicinarsi ai luoghi abituali frequentati dalla persona offesa, tra i quali il luogo di lavoro, il domicilio della famiglia d’origine o dei congiunti più prossimi. Può essere chiesto al giudice di ordinare, in caso di necessità, il pagamento di un assegno di mantenimento a favore tuo e dei tuoi figli, eventualmente disponendo la trattenuta direttamente dallo stipendio ed il versamento diretto da parte del datore di lavoro. Tutto il procedimento, diretto all’allontanamento del coniuge violento nonché i procedimenti per ottenere la corresponsione dell’assegno di mantenimento, sono esenti da imposte di bollo, da ogni altra tassa o imposta, nonché da spese connesse. L’istanza di intervento del giudice può essere proposta dal pubblico ministero nel tuo interesse ma anche da te personalmente, con ricorso scritto al tribunale del tuo luogo di residenza. Non è necessario che i maltrattamenti ti siano già stati inferti, essendo possibile chiedere la misura al Giudice anche sulla base di fondati motivi che i maltrattamenti vengano perpetrati. A CHI TI PUOI RIVOLGERE Chiamare il 1522 “Antiviolenza donne” è un numero telefonico gratuito dedicato al supporto, alla protezione e all’assistenza delle donne vittime di maltrattamenti e violenze. Ai consultori pubblici. Ai comandi dei Vigili Urbani. Ai Commissari di Pubblica Sicurezza o ai Carabinieri di zona. Agli Ospedali Pubblici (negli ospedali è sempre funzionante giorno e notte un presidio di Pubblica Sicurezza). Ad un avvocato.